Dopo l’incredibile successo di pubblico della prima serata a Parco Raggio, prosegue l’avventura di Concorto con una giornata ricca di arte e cinema.
Appuntamento imperdibile di oggi è l’inaugurazione, alle 18 a Palazzo Ghizzoni Nasalli, della mostra “TT tenero terribile” di Giovanna Lopalco (alias Pelo di Cane), autrice della locandina 2019 del nostro festival. In mostra azulejos dipinti a mano a tema botanico e animale, un viaggio nel tratto d’artista e nelle forme che non sempre rispondono a ciò che la mano vuole disegnare. La mostra è a ingresso gratuito e resterà aperta fino al 24 agosto compreso. Leggi qui l’intervista a Pelo di Cane!
L’Arena di Parco Raggio stasera inaugurerà le proiezioni con Shadow Cut, storia di un pomeriggio adolescenziale in Nuova Zelanda, e proseguirà con El Verano del León Eléctrico, toccante vicenda che ci trasporta nella cultura tradizionale cilena, il primo blocco di corti si conclude con Telefonul, in cui Anca Damian srotola davanti ai nostri occhi una massa di ricordi intrecciati e toccanti.
Je sors acheter des cigarettes sublima in un’animazione bellissima il tema complesso dell’assenza parterna mentre Sometimes I think about dying ci porta in un’America rarefatta e in cui i rapporti umani sono sempre più complessi. Ogni cosa rosa è un ottimo documentario italiano che ci mostra la vicenda dell’Ilva di Taranto e siamo ben felici di avere ospiti le due co-registe, Patrizia Emma Scialpi e Fabiana Foschi, che intervisteremo anche nel boschetto alle 23.30 per i Midnite Talks.
Concludono i filmi concorso Brotherhood, vicenda familiare nella Tunisia rurale e Good Intentions, un’animazione che si trasforma in un thriller.
A seguire, come già accennato, i Talk nel boschetto e in serra la rassegna “coming-of-ge” Absolute Beginners (qui le recensioni) e il focus dedicato al rapporto uomo/tecnologia Uncanny Valley (qui le recensioni).
A stasera!

Shadow cut  – Lucy Suess
Visto da Elena Saltarelli

Questo cortometraggio, diretto dalla regista Lucy Suess, riesce nell’ambizioso intento di condensare più tematiche all’interno di un prodotto che non arriva neanche al quarto d’ora di minutaggio. Cercare di capire chi sei, qual è il tuo posto nel mondo e cosa puoi fare tu per cambiare il tuo
destino può risultare frustrante, se abiti in una piccola cittadina rurale neozelandese, in cui tutto è già deciso. Voler vedere oltre sembra il proposito del protagonista, un giovane uomo che si ritrova combattuto tra il ritmo soffocante e monotono di una vita che non fa per lui e l’affetto che prova per una sua compagna di scuola. Proprio con lei, in una giornata passata insieme, lui riesce a compiere una scelta, liberatoria ma
non senza conseguenze; inizia così un processo di emancipazione e di crescita, che lo differenzia profondamente dai suoi coetanei.
Molto interessante è la scelta, estremamente neorealista, di far recitare persone che non avevano alcun approccio o conoscenza pregressa nell’ambito cinematografico; ne risulta una narrazione molto sentita, in cui tematiche probabilmente sentite dagli stessi attori/non-attori vengono espresse con immediata freschezza e senza retorica.

El Verano del León Eléctrico – Diego Céspedes
Visto da Margherita Fontana

Cortometraggio pluripremiato (vincitore a Cannes 2018 nella selezione di Cinéfondation), El Verano del León Eléctrico di Diego Céspedes ci trasporta nella cultura tradizionale cilena, nei suoi drammi e storture. Il piccolo Alonso accompagna la sorella ad incontrare il profeta,
detto il Leone, che si dice abbia il potere di fulminare le persone al tocco della sua mano. Complice la madre, la piccola è destinata a divenirne la settima sposa. Il dramma dell’infanzia rubata si consuma in un’estate che è tutto fuorché vivace, dipinta nei toni lividi dell’abbandono e della disperazione.

Telefonul – Anca Damian
Visto da Vanessa Mangiavacca

Anca Damian srotola una matassa di ricordi fluttuante, tra mondi surreali, rievocati, immaginati, oltre la soglia del visibile. È il primo  cortometraggio animato della regista romena, ormai presenza consolidata ai più importanti festival internazionali, che fin dagli esordi si affida al genere per dare vita a nuove realtà: esso diventa qui un’esigenza per ricostruire un passato che non potrà più tornare. Così un’anziana signora, una madre antropomorfa cucita di ricordi, si immerge nella propria vasca da bagno per trovare al di sotto della superficie dell’acqua una quarta dimensione in cui librarsi e ritrovare se stessa. Un io ballo da sola intimo e femminile, ma anche un’armoniosa danza di coppia e la celebrazione di un amore che non potrà più tornare. The call è una riflessione sull’eternità, su come di fronte alla fantasia e all’amore il tempo possa assumere
nuove strutture. Presente passato e futuro si fondono in un unico momento, in un viaggio onirico e atemporale.

Je sors acheter des cigarettes – I’m going out for cigarettes
Visto da Elena Saltarelli

Questo cortometraggio animato, diretto dal regista francese Osman Cerfon, ha come protagonista un ragazzino che vive con la madre e la sorella. Insieme a loro, vivono tanti uomini, nascosti; con loro lui ha un rapporto ambiguo fatto di piccoli dispetti e di altrettanti piccoli aiuti. Questi uomini hanno tante facce, tante personalità; e staranno lì finché lui non darà un volto a quell’assenza ingombrante che riempie l’appartamento.
Questo cortometraggio riesce in maniera formidabile a rendere agrodolce e assimilabile un tema complesso ed estremamente pesante come quello dell’assenza paterna. Ogni personaggio, a modo proprio, cerca di dare un senso e di convivere con questo vuoto emotivo: rimpiazzandolo con altro, con l’attesa, con la vana speranza. Ricco di riferimenti e di suggestioni, come le ricorrenti citazioni a René Magritte, grande pittore di paranoie e sofferenze sopite, questa opera si conferma come una delle più interessanti e sfaccettate in selezione.

Sometimes I think about dying – Stefanie Abel Horowitz
Visto da Carlotta Magistris

Efficace cartolina dai colori freddi della depressione, Sometimes I feel about dying è il racconto silenzioso di una giovane e solitaria lavoratrice e del proprio vuoto difficile da comunicare e da soggiogare. Complicato davanti a sé stessa, insormontabile davanti a chi cerca di superare il muro di ghiaccio o provare a scioglierlo almeno un po’ deludendo aspettative, conversazioni e viaggi in macchina con una coltre di nebbia davanti, pensieri
mortiferi sulle spalle e nessuna maschera a salvare anche solo un’apparenza di conformazione. Poi invece, per scelta o per necessità, c’è il ghiaccio che si scioglie e finalmente il punto di partenza o quello di arrivo.

Ogni cosa rosa – Patrizia Emma Scialpi
Visto da Vanessa Mangiavacca

Di Taranto ricordiamo solo i lati negativi: le torri alte, a righe bianche e rosse che tagliano l’orizzonte e le nuvole di fumo nero che si innalzano. I servizi al telegiornale, le proteste, i funerali. Ma Taranto è molto di più: è la pineta di Focarino, territorio immacolato, è gli sguardi dei pescatori, le cozze di Alfredo. È la colonia più grande del Mediterraneo di cavallucci marini che nonostante tutto, è riuscita ad adattarsi trovando la propria dimensione. Taranto è le biciclette che sfrecciano, un pallone in una piazza. Quando la città si tinge di rosa non è per i colori del tramonto o per quelli di un fenicottero in lontananza: è il rosa delle polveri industriali che ogni anno si depositano sulle superfici delle città, macchiando le case. Ci ricordano che la morte è in ogni vicolo, su ogni muro, intenta a farsi beffa di una generazione ancora inconsapevole che piena di vita corre per le strade. Se Taranto resiste è soprattutto per loro.

Brotherhood – Meryam Joobeur
Visto da Margherita Fontana

Cosa significa essere fratelli? Qual è la nostra famiglia, il nostro gruppo di appartenenza, la nostra religione? Sono fondamentali le domande che ci pone Brotherhood di Meryam Joobeur. Dubbi che si affastellano nella mente e nel cuore di Mohamed, quando il figlio maggiore Malik torna a casa, in Tunisia, dopo la guerra in Siria. Brotherhood ci mostra con uno sguardo attento, non incline ai sentimentalismi, le contraddizioni che dilaniano legami familiari e religiosi in questa guerra tanto contemporanea.

Good Intentions – Anna Mantzaris
Visto da Yorgos Kostianis

Nel cuore della notte, una giovane donna sta tornando a casa. A un incrocio si scontra con un’altra macchina. Ancora confusa dall’incidente guarda l’altro guidatore ferito e decide bruscamente di andar via. Con il passare dei giorni, i sensi di colpa la perseguitano in modo inquietante e
paranormale.
Anna Mantzaris ha tutte le carte in regola per scalare le classifiche. Avendo lavorato come disegnatrice per Isle of Dogs di Wes Anderson, ha consolidato la propria cifra stilistica, utilizzando il suo black humor e narrazioni basate sulle inclinazioni malinconiche della gente comune che spesso il più delle volte colpiscono nel vivo.

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