Il martedì concortiano si apre alle 18, a Palazzo Ghizzoni Nasalli, con la prima proiezione del focus Supernature, a cura di Claudia Praolini e dedicato al complesso rapporto essere umano/natura.
L’arena di Parco Raggio darà fuoco alle polveri alle 21 con Vader, che ci racconta il percorso di riavvicinamento tra un padre e un figlio; a seguire l’animazione Uzi che curiosamente, è una variazione sullo stesso tema. Destino ci porta in Italia faccia a faccia con un uomo senza qualità; The End of Suffering (A Proposal) è una sinfonia tra pianeti mentre SH_T Happens ci riporta sulla terra, perché la sfiga è sempre dietro l’angolo.
Nina ci fa riflettere sulla complessità delle relazioni e Sousaphone ci delizia con una commedia che ha come protagonista un insolito strumento musicale.
Nel Teatro Serra alle 23.30 la prima parte di UBIK e nel boschetto dopofestival sotto le stelle!

Vader – Isabel Lamberti
Visto da Sofia Brugali

Vader esplora il percorso di riavvicinamento tra un padre e il figlio adolescente dopo sei lunghi anni senza contatti. Mentre il presente è rappresentato nelle immagini, il passato è rievocato nelle parole del protagonista che si confessa telefonicamente alla compagna, sua confidente, un espediente che completa la trama e informa parzialmente il pubblico delle ragioni dell’allontanamento.
Un film ibrido, un po’ fiction e un po’ documentario, dall’atmosfera sospesa e lattiginosa, che riesce a “rappresentare persone imperfette e vulnerabili senza renderle vittime”, intento dichiarato in un’intervista dalla regista Isabel Lamberti.

Uzi – Dina Velikovskaya
Visto da Margherita Fontana

Lasciare la casa dei propri genitori è un passaggio fondamentale della vita di ogni individuo. Dei legami che si recidono e dei nuovi che si creano in questo cruciale momento parla la delicata animazione di Dina Velikovskaya, Ties. Attraverso una tecnica che mescola animazione bidimensionale e 3D, unita ad un interessante sound design, la regista visualizza i legami d’affetto che tengono insieme una giovane figlia che si sta affacciando alla vita adulta e i suoi genitori. Il legame con l’origine assume la forma di un filo di ferro, di cui tutta la realtà si compone: la maturità si raggiunge nel momento in cui questo filo che tiene tutto insieme è riconosciuto come nostro per sempre, non quando viene bruscamente reciso.

Destino – Bonifacio Angius
Visto da Elena Saltarelli

Questo cortometraggio, diretto dal regista di Ovunque Proteggimi, indaga le modalità attraverso le quali si può sopperire alla mancanza di senso, quando questa si impadronisce della vita di un individuo. Il protagonista, stretto nella morsa di un’angoscia senza nome, si convince di essere preda di un malocchio; da questa convinzione alimenta l’ossessione di doversene liberare, resa necessaria da un superficiale contatto con se stesso e da una limitata comprensione delle proprie capacità. Destino è il ritratto di un uomo che combatte con la propria personale mancanza di senso, in un’arena in cui è sia il gladiatore che le fiere incattivite; i suoi limiti si evidenziano nella pigrizia con la quale si affida a un’entità superiore, senza capire che è solo attraverso una presa di posizione contro le proprie azioni che può arrivare alla tanto desiderata catarsi.

The End of Suffering (A Proposal) – Jacqueline Lentzou
Visto da Carlotta Magistris

Jacqueline Lentzou permea di videoarte il suo ultimo cortometraggio con una riflessione sulla necessità del dare senso, riempiendola di universalità, ambienti rarefatti e un ipotetico viaggio su marte. Ne esce un’opera travagliata, con una sceneggiatura densa di riflessioni sulla vita e sulla morte in cui le immagini costituiscono una rapporto semiotico e sinestetico con essa, nel flusso di coscienza costante che è la vita nel suo essere vissuta dall’interno, che finisce soltanto riaprendo gli occhi.

SH_T HAPPENS – Michaela Mihalvi, David Stumpf
Visto da Vanessa Mangiavacca

Sulle tinte accese del rosa e del giallo e un impianto cromatico che ricorda quello wesandersoniano, Sh_t happens racconta la storia di un portinaio frustrato e di sua moglie, entrambi con sembianze umane, i quali vivono in un palazzo abitato da animali antropomorfi. In ognuno di questi piani prendono forma situazioni mondane assurde ed impensabili , fino al crearsi di un bizzarro triangolo amoroso che vedrà come protagonista un triste cervo: l’opera (animata in 2D) è frutto di un incastro singolare di più episodi mostrati sotto i punti di vista differenti dei tre protagonisti, in cui goliardiche e inaspettate coincidenze portano ad una narrazione creativa e antilineare. Le allusioni e i riferimenti sessuali sono espliciti ed ogni elemento è visivamente definito nel più piccolo dei dettagli, in contrasto con il susseguirsi delle vicende, guidate da quel tipo di destino beffardo che ci fa imprecare Oh sh_t in continuazione: l’opera è un divertente riadattamento del mito biblico dell’Arca di Noè, fresco e contemporaneo, allegoria di tutti quei rapporti e quelle relazioni umane che fanno acqua da ogni parte.

Nina – Hristo Simeonov
Visto da Irene Pagano

“Nina” del regista bulgaro Hristo Simeonov è una storia imperniata su due domande: cosa fai quando l’unica connessione umana che hai ti riempie di disprezzo e paura? Perchè non scappi?
<< Hai visto la cagna che è scappata da me? >> chiede Vassil a Nina dopo averla fatta esercitare ad allacciarsi le scarpe muovendo le mani il meno possibile. Viene da chiedersi se si tratti di un’altra ragazzina o di un vero cane. È proprio un cane che Nina trova, incatenato alle rotaie ad aspettare la morte. Quando lo libera, la vediamo correrci insieme, in cerchio. Come se la salvezza fosse una forma chiusa. Un modo di muoversi restando nello stesso posto.
In qualche modo, Nina ama Vassil. Grazie a lui, ha un piccolissimo grumo di potere a cui attaccarsi. Le sue attenzioni e quelle che pretende da lei non sembrano disgustarla. Sono catene che la attaccano ad un binario, che sono meglio di una libertà in cui si può solo scomparire. In qualche modo, Nina odia Vassil. Ma Nina tira pietre contro ai treni e rifiuta il biglietto per tornare a casa che una donna caritatevole era disposta a procurarle. Nina non scappa, si aggrappa al suo grumo di potere. << Hai paura che ti tagli la gola, eh? >>, dice a Vassil. E sorride.

Sousaphone – Flo Linus Baumann
Visto da Yorgos Kostianis

Forse avete già sentito parlare del blocco dello scrittore, ma cosa ne sapete del blocco del musicista?
Josef è un suonatore di sousafono che è andato in pensione da poco. Subito dopo il suo ritiro però, non riesce a produrre alcun suono dal suo strumento. Con un concerto tanto attesto dietro l’angolo, diventa ossessionato dal riparare il suo sousafono “rotto”.
Una commedia deliziosamente suadente sulla crisi esistenziale dallo scrittore e regista Flo Linus Baumann che potrebbe essere facilmente scambiata per una sceneggiatura di Charlie Kauffman sulle insidie dell’entrare nell’ultima fase della propria esistenza.