Ultimo e piovoso giorno di Concorto 2020!
Un’edizione stupenda e incredibile, che solo qualche mese fa sembrava impossibile; grazie davvero a tutt* coloro che la hanno resa possibile e a voi che avete partecipato, ci auguriamo che le recensioni siano state ben gustate.

Mentre scrutiamo il cielo e decidiamo il da farsi vi ricordiamo che alle 18 si chiudono le proiezioni in serra a Palazzo Ghizzoni con la seconda parte del Focus Lituania.

Sulla serata vi daremo indicazioni a breve, intanto vi ricordiamo che stasera annunceremo il premio del pubblico, il premio della Giuria Giovani, il Gran Premio della Giuria e l’Asino d’Oro 2020.
Ma ormai come è tradizione a voi gli asinelli d’oro della redazione, in particolare di Sofia Brugali, Alice Capitani, Virginia Carolfi, Margherita Fontana, Vanessa Mangiavacca, Irene Pagano, Anna Vullo.

L’Asinello d’oro di Sofia Brugali – Still Working | Julietta Korbel

La diciannovesima edizione di Concorto mi ha rapito il cuore con una triade audiovisiva fuori concorso, dalla forte componente musicale; tre opere appartenenti a tre diverse rassegne: il videoclip Dancers di Plaid, il cortometraggio sperimentale The Lament di Joe Duffy, accompagnato da un remix di Keen for a Dead Child interpretata da Kitty Gallagher, e infine il documentario animato The Fourfold di Telengut Alisi, rappresentazione plastica del brano Wave, nato dalla mistica collaborazione tra gli Huun Huur Tu e il coro delle Voci Bulgare Angelite.
È però il silenzio ad impregnare le immagini di Still Working di Julietta Korbel, il mio Asinello d’Oro annuale: la fotografia espressiva, lattea e sospesa, la trama intima e l’efficace interpretazione del protagonista rendono questo cortometraggio completo e in grado di riflettere sulla difficoltà umana di accettare il tempo che scorre e i cambiamenti che esso comporta.

L’Asinello d’oro di Alice Capitani – Homeless Home | Alberto Vázquez

 

Mi sento di dare il mio Asinello d’Oro ad un corto che, a distanza di giorni, mi fa ancora pensare. Si tratta dell’animazione Homeless Home del regista spagnolo Alberto Vázquez: in un mondo oscuro e inquietante, il cui unico tocco di colore è il rosso del sangue, rimaniamo turbati non tanto dagli abitanti – streghe, orchi, scheletri -, quanto dalla disperazione che li affligge. Fortemente caratterizzati, ironici, umani all’inverosimile, i personaggi hanno perso la speranza: pur non sentendosi più a casa non possono fuggire da questa realtà al limite del marcio. Rassegnati, si lasciano andare, fino a normalizzare, vizi umani, dall’alcolismo alla violenza, suscitandoci grande sconforto nel riconoscere un mondo a noi fin troppo familiare. Un corto che colpisce e che fa riflettere molto sull’odierna società, comunicandoci a modo suo un barlume di speranza: anche se intrappolati in una realtà corrotta, possiamo provare a rigettare, almeno per un momento, la sua mentalità rassegnata e fatalista.

L’Asinello d’oro di Virginia Carolfi – T | Keisha Rae Witherspoon

Il mio Asinello d’Oro va a T di Keisha Rae Witherspoon, perché in un anno di fuoranza come questo a volte mi sembra che l’unica risposta possa essere reagire con altrettanta fuoranza. Inoltre l’estetica dei partecipanti al T Ball, i costumi e l’accento insuperabile di Dimples mi hanno conquistata.

Menzione speciale per Uzi (Ties) di Dina Velikovskaja per la dolcezza infinita con cui tratta un tema che torna come un archetipo in ogni vita umana: il doloroso ma necessario strappo del cordone ombelicale che ci lega ai genitori, per tramutarlo in una fune con cui affrontare l’impresa dell’autoaffermazione individuale.

L’Asinello d’oro di Margherita Fontana – Clean with me (After dark) | Gabrielle Stemmer

Il mio asinello d’oro va al bellissimo documentario sperimentale di Gabrielle Stemmer, Clean with Me (After Dark). Per me, questo cortometraggio è la perla femminista che brilla nella selezione, una rappresentazione contemporanea del motto “Il personale è politico”, declinato all’epoca dei social media.

Detto questo, mi sento anche di dedicare una menzione speciale all’animazione Apfelmus Alexander Gratzer: sarà perché ho studiato filosofia, ma vedere animali esistenzialisti che sembrano citare passi di Nietzsche non è solo inaspettato ma anche decisamente divertente.

L’Asinello d’oro di Vanessa Mangiavacca – Symbiosis | Nadja Andrasev

Vedere esteriorizzati e ricreati gli aspetti più celati della propria psiche è una bella botta. Asinello d’oro a Symbiosis di Nadja Andrasev per aver raccontato senza indugi i labirinti della personalità femminile (approfondendo e maturando il discorso già iniziato con un’altra bellissima animazione, The noise of licking).
Menzione speciale a T per il viaggio cosmico e per aver saputo sfruttare a pieno le libertà che poche forme, tra cui il cortometraggio, offrono. Infine, un forte abbraccio a Still Working.

L’Asinello d’oro di Irene Pagano – Homeless Home | Alberto Vàzquez

Il mio Asinello d’Oro va a Homeless Home di Alberto Vàzquez, non posso dire molto di più sul mio apprezzamento dell’opera di quanto non abbia già fatto nella recensione ad esso dedicata (una recensione molto emotiva, di cui un po’ mi vergogno). Oltre alla bellezza grafica ed alla bravura tecnica con cui è stato realizzato, la sua storia mi ha toccata profondamente. Il tema trattato è uno di quelli a cui più sono legata in questo momento ed il regista è stato in grado di trasporlo con la giusta spietatezza, senza per questo tralasciarne il lirismo.
Menzione speciale per due corti dell’Asia sud-orientale che mi hanno molto colpito: Here is not There di Nelson Yeo e The Unseen River di Phạm Ngọc Lân. Il primo mi ha riportato alla mente una delle più belle storie d’amore fallite che abbia visto su uno schermo, ossia Happy Together di Wong Kar-Wai, ed ha saputo rappresentare splendidamente quella che è una mia piccola ossessione estetica, ossia l’ambiente suburbano. Il secondo è un’opera dal potere evocativo davvero speciale, bellissima e di poche parole (anche qui la mia recensione entusiastica dovrebbe essere sufficiente a spiegarne molto soggettivamente i meriti).

Asinello d’oro awarded by Anna Vullo – Ijrain maradona | Firas Khoury

Il mio asinello d’oro lo consegno a Maradona’s Legs, per l’efficacia nel rendere un gioco d’infanzia, come quello della raccolta di figurine per un album di calciatori, alla stregua di una qualsiasi missione che possa misurare il valore e la passione di una persona. Semplice, genuino, Maradona’s Legs è un corto che mi ha fatto sorridere e riflettere. Tramite i due piccoli protagonisti si segue non soltanto una vicenda divertente, ma anche un viaggio in quella era la Palestina degli anni ’90, rendendola ancora più vera proprio perché la si sta guardando attraverso gli occhi di due bambini del luogo.