Antologia di corti animati made in Netflix, LOVE DEATH + ROBOTS non poteva sfuggire alla redazione di AsinoVola, ve lo serviamo come aperitivo in attesa dell’informata di cortometraggi dell’imminente edizione di Concorto Film Festival 2019.

Ecco le recensioni gustosamente contrastanti di Sofia Brugali e Yorgos Kostianis.

LOVE DEATH + ROBOTS – visto da Sofia Brugali

Nel tipico momento che precede la visione di un film su Netflix, solitamente segnato da un lungo scrollare verso destra o verso il basso e spesso sospeso da trailer prontamente interrotti a metà, mi sono imbattuta con piacere nell’anteprima di Love, Death & Robots, un’insana parata di immagini spinte, cupe e violente, accompagnate da un’ossessiva melodia elettronica. La nuova serie firmata Netflix – cui titolo più consono sarebbe Sex, Death & Robots – è un’antologia di corti della durata variabile, accomunati dall’ambientazione fantascientifica, ma eterogenei nello stile. Partorita dalle visionarie menti di Tim Miller (Deadpool) e David Fincher (Zodiac, The Social Network), essa ha un accento marcatamente NSFW e non risparmia allo spettatore scene brutali ed erotiche, accompagnate da episodi più ironici. D’altronde la piattaforma non è nuova né all’intrattenimento per adulti (Sex Education, Big Mouth), né alla speculazione fantascientifica (Black Mirror) e questo nuovo progetto è un’ulteriore provocazione al mondo dell’intrattenimento.
Aspetto con ansia la seconda stagione, mentre mi cimento nell’arduo compito di eleggere i miei tre titoli favoriti.

LA TESTIMONE
Il terzo episodio della serie è sicuramente il più originale nella sperimentazione grafica (l’animazione 3D incontra il fumetto) e il più esplicito nella raffigurazione libidinosa della sessualità. Ambientato in una suggestiva Hong Kong futuristica, esso è un frammento di un più ampio ciclo continuo, come d’altronde segnalato dall’uroboro iniziale, un lungo e adrenalinico inseguimento tra omicidio ed omicidio. Ad alternarsi unicamente vittima e carnefice, attore e testimone, chi viene frainteso e chi fraintende, una situazione che viene spiegata dallo stesso produttore Alberto Mielgo: “Questa storia assomiglia molto ad una rappresentazione in stile thriller delle relazioni difficili in cui spesso mi ritrovo. (…) Per qualche ragione, gli amanti tornano e ritornano ed entrambi divengono vittime”.

ZIMA BLUE
Tratto dall’omonimo racconto di Alastair Reynolds, Zime Blue, animato da Passion Animation (che si occupa dei videoclip dei Gorillaz, per intenderci), è il cortometraggio che più mi ha commossa. La storia di un enigmatico artista alla continua ricerca di risposte ci ricorda che, alla fine, “la felicità sta nelle piccole cose”.

ALTERNATIVE STORICHE
Anche il penultimo episodio trae ispirazione da un racconto di fantascienza, ovvero da Missives From Possible Futures #1: Alternate History Search Results di John Scalzi, e merita una menzione per la sua divertente improbabilità. Attraverso l’applicazione Multiversity vengono proposte sei morti alternative per Adolf Hitler, tra prostitute interstellari e armi gelatinose di fattura sovietica che non lasciano scampo al giovane Führer, ma nemmeno a un futuro migliore (se non per una pacifica società di calamari).

LOVE DEATH + ROBOTS – visto da Yorgos Kostianis

Cresciuti nel fecondo periodo tra gli anni ‘80 e ‘90, guardando opere di spessore che hanno definito un’era come Manie-Manie, Robot Carnival e Animatrix, per i miei coetanei l’animazione fantascientifica non poteva che diventare un vero e proprio culto.
Essendo un fiero erede di quella generazione, quando Netflix ha annunciato la sua prima serie antologica animata – con David Fincher e Tim Miller (Deadpool) dietro il volante per giunta, riuscivo a malapena a contenere il mio entusiasmo.
Le tematiche? Poco criptiche come allude il titolo schietto:
Eros e thanatos… e robot. Diciotto segmenti animati di durate brevi che orbitano intorno questi tre elementi cardine, raccontando vicende molto eterogenee.
Partiamo dall’evidente: la forza dell’immagine è innegabile. Grazie alla partecipazione di tanti studios diversi – ognuno con la sua cifra stilistica, il livello di animazione e il grado di fotorealismo degli episodi sono, senza ombra di dubbio, strabilianti e ben variegati.
Ponendosi però sull’orlo dell’avanguardia, Love, Death & Robots compie l’errore madornale che delinea, spesso e volentieri, i limiti dell’animazione occidentale: la trascuratezza della sceneggiatura.
A ben vedere, le massime stesse della serie vengono trattate in modo approssimativo e per lo più adolescenziale.
D’amore ce n’è pochissimo, e quando appare viene spesso confuso con la passione carnale asettica, permeata dalla violenza gratuita come due componenti inscindibili.
La morte, invece, regna sovrana: belluina nella sua brutalità e goduriosa nella sua sfrenatezza, eppure priva di riscatto e presa di coscienza.
I robot sono forse gli unici a salvarsi, sebbene raffigurati talmente antropomorfi che risultano paradossali.
In fin dei conti, bisogna tracciare una linea tra speranze e aspettative. Nonostante il fatto che le prime, per quanto personali e grandi, siano state deluse, dovrei anche concedere che Love, Death & Robots è una serie che si prende ben poco sul serio, in modo quantomeno vistoso, mirando a un pubblico non avvezzo al genere – e questo non è di certo reato. Tuttavia, la sua sfacciata mancanza di stratificazione nelle sue storie tradisce pure le seconde che rispecchiano uno standard oggettivo.

Picks:

Zima Blue
Ripercorre la storia della ricerca identitaria di un artista concettuale attraverso le sue opere.

Tratto da un racconto di Alastair Reynoldas e diretto da Robert Valley di Aeon Flux, costituisce uno dei punti più forti della serie.

Buona Caccia
Una storia d’amore tra una donna-volpe e un giovane ragazzo attraverso gli anni in una Cina alle soglie di una rivoluzione tecnologica.

L’episodio più ambizioso e complesso di tutta la serie usando un’animazione disegnata a mano stile anni ‘90, oscillando tra sottofondi di fantasy e steampunk.

Il dominio dello Yogurt
Alcuni scienziati creano per caso uno yogurt super intelligente che da subito brama il dominio del mondo.

Il corto più breve della serie ma al tempo stesso il più incisivo sulla natura umana.

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