a cura di Elena Saltarelli

Oggi 19 febbraio, alle ore 21.15, ha luogo la prima serata di Greenhouse Cinema, bucolica rassegna targata Concorto Film Festival che si propone di abbellire i vostri martedì sera di proiezioni, talk cinematografici e selezioni di cortometraggi presentati nelle passate edizioni.
Ad aprire le danze della settima musa abbiamo scelto il film che meglio può inaugurare la retrospettiva del prolifico e sognatore Jim Jarmusch, ovvero Stranger than paradise – Più strano del paradiso.

Una vera e propria chicca, risalente alla metà degli anni ’80, del regista star della subcultura indipendente americana, pensato per essere un cortometraggio ma diventato un film diviso in tre atti; ironico, malinconico e fugace dipinto di vite vissute ai margini della società. Persone che si rendono portatrici di una poetica cruda e personale, che rende il film una vera e propria gemma sia per la sua estetica formale, sia per il contenuto che vuole proporre. Ad accompagnare Jarmusch si affiancherà successivamente (il 5 marzo per la precisione) un’opera “coetanea” a Stranger than paradise, ovvero il fantascientifico Dune del maestro David Lynch.
Ogni volta che si vede (e rivede) un film, questo aggiunge o toglie qualcosa. È un’opera dinamica, che cambia in base agli occhi che la vedono e la processano. È un’esperienza che sicuramente non è mai uguale a sé stessa, ed è forse anche di questo che si compone quella che viene definita la “magia” del cinema: perché guardare i film da soli è bello, ma guardarli tutti insieme in serra lo è molto di più.

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