A cura di Sofia Brugali

Nel mondo dell’informazione globalizzata, dove gli individui perdono la loro dignità di uomini e divengono se lontani numeri e se vicini “invasori”, è necessario promuovere iniziative di sensibilizzazione come They are Syria.
Finanziato dall’Unione Europea e dal governo tedesco, il progetto si compone di tre brevi documentari che, attraverso lo sguardo di coloro la cui vita è stata sconvolta dalla guerra, raccontano la realtà del conflitto siriano.

 

A fare dei cortometraggi un trittico non è solo la violenza bellica che, seppur sempre minacciosamente implicita, viene lasciata sullo sfondo: i protagonisti sono uomini e donne uniti dall’esperienza dell’esilio e dal coraggio di ricominciare.

In We will return, my love seguiamo Saleh, Marwa e la figlia Tasnim nel loro viaggio forzato da Aleppo a Idlib e poi ancora verso la Turchia.

Gharsa è la storia di Ula al-Jundi, attivista divisa tra la Svezia, dove ha ottenuto asilo politico, e il Libano, in cui gestisce un programma di emancipazione per donne siriane.

Infine troviamo Exiled at home, la solitaria permanenza dello scrittore Khaled Khalifeh in una Aleppo sfigurata dalle bombe.

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