Concorto funziona così, ti distrai un attimo ed è giovedì.
Meno male che il programma è tanto ricco da farci dimenticare lo sgomento; da Rathaus sempre presenti le proiezioni VR di Hito Meikyu, mentre alle 16.30 Concorto Kids in Ricci Oddi con “Papageno!” performance/concerto in collaborazione con il Conservatorio Nicolini di Piacenza e in contemporanea l’incontro dedicato alla musicoterapia con Martina Spagnolo e rivolto a genitori, insegnanti, educatrici ed educatori. A seguire, merenda e proiezioni! Ore 18, salone Amici dell’Arte, proiezione del focus Filippine.
Stasera molto probabilmente torniamo a Parco Raggio – tenete d’occhio i nostri social!
Appuntamento alle 20 per la cena nel boschetto e alle 21 con i corti in concorso; alle 23.30 in serra a seconda parte di Get to Work e a mezzanotte e un quarto Guilty Pleasures!
Longue distance – Iulia Voitova
Visto da Laura Savoini
Quanti chilometri vale un amore vero? Per Iulia Voitova la risposta è: dal punto più profondo dell’oceano fino al satellite più remoto dell’universo. In Longue Distance i due protagonisti vivono un amore idilliaco, in una casa dove l’unico arredamento che serve è un grande letto dove accoccolarsi prima di andare a dormire e una fotografia che li immortala felici, spensierati e soprattutto, insieme. Se l’amore del ventunesimo secolo da un lato è quello che più ascolta i veri bisogni degli individui, è anche vero che è quello che richiede più compromessi. Tutti hanno sogni, ambizioni e tutti hanno il diritto di inseguirli, richiedendo, e spesso pretendendo il quasi completo supporto dalla gente che si ama. E per quanto la soddisfazione di raggiungere la luna possa essere impagabile, il film di Voitova ci mostra che nel momento in cui ti affacci per guardare le stelle, tutto quello che riesci a vedere è chi ti sei lasciato alle spalle.
I’m glad you’re dead now – Tawfeek Barhom
Visto da Virginia Marcolini
Palma d’oro a Cannes 2025, I’m Glad You’re Dead Now di Tawfeek Barhom scava con sguardo intimo e penetrante nel passato familiare, ambientando la storia in un’isola che diventa spazio di memoria e sospensione. Due fratelli tornano tra luoghi dell’infanzia e segreti rimossi, confrontandosi con un dolore che non è solo privato ma inevitabilmente politico. In appena tredici minuti, il corto intreccia con ritmo ipnotico silenzi, sguardi e gesti minimi, restituendo un’atmosfera di sospensione densa e fragile. La forza interpretativa di Tawfeek e Ashraf Barhom dà corpo a una tensione emotiva che si muove tra conflitto e tenerezza. La fotografia essenziale e il suono misurato rafforzano questa dimensione sospesa, dove ogni dettaglio sembra trattenere un mondo intero. Coprodotto tra Palestina, Francia e Grecia, il film riesce a trasformare l’esperienza intima in riflessione universale sul legame fraterno, sulla persistenza del trauma e sulla possibilità di custodire la vita nonostante la perdita.
Shadows – Rand Beiruty
Visto da Francesca Marchesini
L’opera di Rand Beiruty rappresenta uno spazio sicuro dove la protagonista può lasciar sognare la propria bambina interiore. L’animazione è il linguaggio perfetto per dare sfogo alla propria immaginazione e soprattutto avviare un processo di riflessione e autoanalisi. Il pubblico entra in punta di piedi nell’io della protagonista, seguendone il malinconico flusso di coscienza in overvoice.
Erogenesis – Xandra Popescu
Visto da Virginia Marcolini
In continuità con la letteratura e la cinematografia fantascientifica femminista degli anni 70, Xandra Popescu ci propone un ritratto vivido e voluttuoso di un futuro in cui la specie umana non sa più riprodursi. Qui vivono comunità autonome, separate e in pace l’una con l’altra. Gli uomini vivono tra di loro e non hanno interazioni con le donne e le persone queer, che portano avanti una ricerca per liberarsi dalla propria funzione riproduttiva, e, desiderando, modellano il proprio nuovo mondo. In un tripudio di citazioni prese in prestito dalla pittura, dalla scultura e dal cinema stesso, le antiche vestigia della maternità e della fertilità sono distrutte e soppiantate dalla celebrazione del piacere, ora centrale nel processo di erogenesi. In questo post-mondo, lx superstitx vivono in amore e armonia, costruendo un nuovo e fatato immaginario libero dai ruoli e dalle forme.
Apocalypse – Benoit Méry
Visto da Alice De Vito
Un documentario che ci porta dentro l’universo del più grande festival metal al mondo, l’Hellfest. Méry non si concentra sul palco o sulle band, ma sul pubblico: sui corpi in movimento, sull’energia collettiva, sul vortice del pogo che trascina chi guarda. In soli quindici minuti la musica si trasforma da semplice suono a esperienza fisica, pulsione vitale, quasi apocalittica.
De Sucre – Clàudia Cedò
Visto da Francesca Marchesini
Questo cortometraggio spagnolo indaga, con estrema delicatezza, ma anche molta onestà, le difficoltà e incomprensioni cui va incontro una persona adulta con disabilità cognitiva. Maria è una donna piena di desideri e amore, confinata nella propria condizione, che sottolinea con dolore come il tipo di dinamiche che subisce e sguardi che riceve siano sempre di pietà e orientati dall’alto in basso.






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