Giovedì a Concorto vuol dire che oggi le giurie si riuniscono per decretare i vincitori, ma noi lo scopriremo solo sabato.
Al circolo ARCI Rathaus proseguono le proiezioni VR di The Frame Beyond mentre alla Galleria Ricci Oddi si tiene la terza giornata di Concorto Kids. Alle 18, nel Salone degli Amici dell’Arte, il secondo slot del Focus Balcani.
Tutti poi a Parco Raggi per cenare con Giustè Food Truck, film in concorso sullo schermo grande dalle 21 e alle 23.30 silent cinema in serra con il terzo slot di Supernature e la proezione dedicata alla regista Evgenia Arbugaeva.
Silent Voices – Nadine Misong Jin
Visto da Laura Savoini
Una famiglia mangia silenziosamente con il caos della città di New York fuori dalle finestre. Yujin, Hyunwoo, Minha e Sohee hanno lasciato la Corea per ricostruirsi una vita negli Stati Uniti. Le giornate sono lente e l’inserimento nella società americana procede con difficoltà. In questa cornice, la regista Nadine Misong Jin ci trasporta in una giornata di ciascun membro della famiglia, raccontandone con discrezione e delicatezza il percorso da quando i protagonisti lasciano la casa fino al loro rientro. Le storie sono accomunate da un silenzio che racchiude in sé segreti ed emozioni che i quattro non comunicano né tra di loro né agli spettatori, i quali non possono fare altro che limitarsi a spiare a distanza le vite di questa famiglia.
Visite en Terre Irradiée (Visit into Irradiated Land) – Anne-Sophie Girault
Visto da Elena Baldo
Sophie, una guida locale, accompagna un gruppo di turisti nella zona di esclusione intorno alla centrale nucleare di Golfech, in Francia, che scopriamo essere stata coinvolta in un incidente che ha reso la zona inabitabile e radioattiva.
Durante questo tour ci troviamo a osservare ciò che rimane di una città e delle persone che la abitavano, costrette poi ad abbandonarla. La regista Anne-Sophie Girault usa l’animazione in stop motion per raccontare una forma di ‘turismo dell’orrore’, in cui i turisti desiderano solo essere presenti sul luogo della tragedia per immortalare l’esperienza e condividerla in tempo quasi reale sui social.
La tecnica utilizzata restituisce un risultato in bianco e nero composto da una miriade di puntini, che creano un’atmosfera inquietante e distaccata, resa ancora più forte dal costante suono dei dosimetri utilizzati dai protagonisti.
Ne emerge quindi una riflessione sul bisogno umano, sempre più presente, di commercializzare e capitalizzare su tutto, anche sulle tragedie.
O Rio de Janeiro Continua Lindo (Rio Remains Beautiful) – Felipe Casanova
Visto da Virginia Marcolini
Durante i festeggiamenti del carnevale di Rio, Ilma scrive al figlio, di cui abbozza goffamente i tratti su una cartolina che non gli spedirà mai. In un mare di colori, costumi e danze, ne ricorda il pizzetto e i ricci e la preoccupazione quotidiana per la sua incolumità. Nella paura che lo ferissero, insultassero o che si avvicinasse alle persone sbagliate, non si sarebbe mai aspettata che sarebbe stato lo stato brasiliano ad ucciderlo. Come tante madri, Ilma vive e racconta questo lutto che immobilità non è, e che si traduce in una lotta indefessa per il ricordo e la giustizia. I nomi delle vittime vengono gridati, lacerati, ma anche ballati fieramente sullo sfondo di quello che da festa si trasforma in una riflessione poetica e politica sulla violenza di stato, i detriti della colonizzazione e la resistenza all’oblio.
Polifemo – Ilaria di Carlo
Visto da Matilde Ambiveri
Una luce verdastra e insalubre avvolge un paesaggio immerso nella nebbia. Poco alla volta la fotografia si apre e il paesaggio prende forma nei suoi colori reali: il rosso della terra, il nero delle rocce, il riflesso argenteo dell’acqua. Uccelli bianchi attraversano la distesa fangosa, mentre un impianto di estrazione riversa lentamente il fango nell’acqua, dando vita a un liquido bronzeo e lucente. La macchina da presa si allontana e viene rivelato che questo paesaggio surreale è in realtà un’area di smaltimento incastonata tra campi, case e vegetazione. Polifemo di Ilaria Di Carlo svela lentamente, attraverso le immagini, il lato più oscuro della produzione dell’alluminio: per ogni tonnellata di metallo prodotta dalla raffinazione della bauxite, vengono generati circa due tonnellate di fanghi tossici.
Forget the Director, this is Emmy’s Cut! – Marion Desmaret
Visto da Elena Baldo
In questo corto sperimentale diretto dalla regista francese Marion Desmaret seguiamo Vj Emmy, un ‘video joker’ ugandese che remixa film stranieri in diretta davanti agli spettatori. Il VJing è una forma di commento cinematografico culturalmente significativa in Uganda, che consente al commentatore di tradurre e remixare grandi blockbuster stranieri in lingua luganda, aggiungendo momenti comici o addirittura vere e proprie critiche sociali, fino a diventare una forma di storytelling orale.
Tra immagini di vita quotidiana ugandese, voice over dello stesso Emmy e scene di film doppiati dal protagonista, il corto si riappropria e riscrive la narrativa occidentale. Questa pratica diventa anche una forma di condivisione e uno spazio di conversazione accessibile a tutti.
Qualiopi – Ferdinand Niquet-Rioux & Manuel Severi
Visto da Matilde Ambiveri
Un gruppo di dipendenti raggiunge una casa di campagna per partecipare a un weekend di team building organizzato da Fabian, coach e mediatore di conflitti aziendali. Tra esercizi di fiducia, sedute di gruppo e giochi, il tentativo di ricostruire lo spirito della squadra assume presto contorni sempre più assurdi e grotteschi. Quando una delle partecipanti scompare e viene ritrovata dopo aver tentato il suicidio, Fabian si trova a dover proseguire il proprio lavoro proprio mentre è sottoposto alla valutazione necessaria per ottenere la certificazione. Qualiopi ci accompagna con ironia in un weekend in cui le attività pensate per ricostruire l’equilibrio del gruppo prendono una piega sempre più imprevedibile.






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