Ci siamo, oggi inizia la ventiquattresima edizione di Concorto Film Festival!
E ci sentiamo un po’ come se fossimo a Hogwarts, in attesa del discorso di inizio anno di Silente.
Nell’attesa che stasera alle 21 le luci di Parco Raggio si abbassino per dare spazio ai corti in gara, qui le recensioni; ma vi ricordiamo che i cancelli aprono alle 20 per una bella cena sotto le fronde del boschetto. A seguire alle 23.30 in serra le prime proiezioni di Concortissimo e a mezzanotte e un quarto “Stopmotion from hell“, terrore in stop motion a cura di CineUnderground.
Duty Free – Hilke Ronnfeldt
Visto da Alice De Vito
Entriamo nel mondo di un duty free nel Mar Baltico, dove lavorano commessi legati da un profondo sentimento d’amore. Il film è scandito dal rumore costante di un tunnel in costruzione, finché, a un certo punto, il suono si interrompe. La protagonista decide così di spezzare le catene che legano la barca alla riva, per preservare l’ambiente che si è creato a bordo e non rinunciare a quella vita.
Un film che dimostra come spesso non servano le parole per raccontare qualcosa: basta un movimento, uno sguardo o un gesto. Durante la scena del ballo percepiamo la volontà di restare connessi a un legame molto forte, ma che può esistere solo in questo mondo isolato. Un mondo che, però, diventa via via più stretto e soffocante, fino a spingere la protagonista a chiamare i soccorsi la mattina seguente.
Anthéor – Patrice-Joseph Blanc
Visto da Anna Vullo
Una giovane donna visita luoghi del passato, abitati soltanto dalle ombre dei tempi che furono. Con un’animazione evocativa il regista Patrice-Joseph Blanc accompagna la protagonista attraverso scenari naturali impervi, per metterla di fronte a questi ricordi tempestosi.
Jasmine that blooms in autumn – Chandradeep Das
Visto da Francesca Marchesini
Chandradeep Das ci regala un ritratto intimo di un amore segreto, riproponendo sul grande schermo non solo il tema delle relazioni romantiche in tarda età, ma anche la questione della libertà sessuale all’interno di un contesto repressivo e patriarcale. L’affetto sboccia con estrema tenerezza fra le due anziane protagoniste e con altrettanta estrema tenerezza viene rappresentato in scena… un corto che è come una carezza.
Fish River Anthology – Veera Lamminpää
Visto da Laura Savoini
Là sulla terra il pesce è triste assai, rinchiuso in una boccia, che brutto destino avrà, se all’uomo verrà un po’ fame, il pesce si papperà!
Questa è la canzone che cantava Sebastian, il granchio de La Sirenetta e Mereneläviä è esattamente la messa in scena del suo peggior incubo. Nel suo lavoro, Veera Lamminpää dà voce all’agonia straziante dei pesci esposti al banco del supermercato, che aspettano, stesi su un letto di ghiaccio, senza nessun tipo di illusione, di essere acquistati. Le uniche magre aspirazioni che si possono permettere quelle di essere acquistati da ricchi clienti o di sperare in un improbabile ribasso dei prezzi che li renda meno ricercati, mentre con i loro occhi vitrei riguardano alla vita passata in mezzo alle acque.
Automagic – Ashok Vish
Visto da Carola Visca
In questo piccolo road movie dall’atmosfera sospesa, un ragazzo prova a sedurre il conducente del taxi che lo sta riportando a casa. L’aspetto androgino del ragazzo in un primo momento mette a disagio l’autista, un uomo religioso che sta trascorrendo un periodo di penitenza in preparazione a un pellegrinaggio. Poco a poco tuttavia, le riserve iniziali lasciano il posto a un confronto più aperto e a una dolcezza inaspettata tra i due sconosciuti. Se il contesto stigmatizzante come quello della società indiana – che ha depenalizzato l’omosessualità solo nel 2018 – lascia presagire un racconto di ostilità, il film di Ashok Vish racconta invece con sguardo libero e affettuoso un incontro fugace tra due personaggi racchiusi in un mondo «magico» a cavallo tra la realtà e la fantasia.
Three Keenings – Oliver McGoldrick
Visto da Laura Savoini
Three Keenings inizia e finisce con un pianto. Il primo è esagerato, rumoroso, finto; l’ultimo racchiude in sé la disperazione e il dolore di chi ha conosciuto la morte per tre volte in un solo giorno. Nel mezzo Oliver McGoldrick ha dipinto una giornata della vita di Ian, che di giorno lavora con una compagnia di attori che per professione presenziano a funerali di gente sconosciuta, mettendo in scena un lutto ai limiti del ridicolo. Quando la sua giornata lavorativa giunge al termine Ian cala la maschera e si trova a dover far fronte alla sua vita vera. Protagonista assoluta di questo cortometraggio è la morte, da cui Ian non può sfuggire né nella finzione né nella realtà.






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