Di norma il lunedì non è una giornata troppo amata, a meno che non si tratti del lunedì di Concorto!
Il ricco “menù” di eventi prevede dalle 16 alle 18 presso Rahaus a Piacenza l’esperienza VR con il film Ito Meikyū di Boris Labbé, prentazioni qui. Ore 17 presso il Salone degli Amici dell’Arte, sempre a Piacenza, il talk “Futura Memoria – Estetica ed Etica del riuso dei materiali d’archivio” con Caterina Erica Shanta, Chiara Granata e Chiara Ghidelli. A seguire, nello stesso spazio, alle 18 il primo slot del focus Mnemosyne dedicato proprio ai materiali d’archivio.
Ci spostiamo poi a Parco Raggio alle 20 per la cena e alle 21 per la proiezione dei film in concorso; dalle 23.30 in serra i film del focus Filippine e a mezzanotte e un quarto Supernature!
Extracurricular Activity – Dean Wei, Xu Yidan
Visto da Virginia Marcolini
Extracurricular Activity, diretto da Dean Wei e Xu Yidan, è un dramma ipnotico e trattenuto che si svolge nell’arco di una sola notte carica di suspense. La storia segue due adolescenti che, dopo un imprevisto notturno, mettono inconsapevolmente la madre di fronte a un dilemma morale, dove il silenzio e gli sguardi, accennati ma perforanti, diventano significativi quanto le poche parole scambiate. L’austera fotografia e le inquadrature attente rafforzano una tensione emotiva che si dispiega lentamente, senza offrire facili risposte. L’interpretazione di Tu Ling, calma in apparenza ma profondamente incisiva, sostiene l’inquietudine crescente del film. Con la sua essenzialità narrativa e l’ambiguità contemplativa, il corto ci invita a sostare nel disagio e a confrontarsi con le proprie domande.
Les bottes de la nuit – Pierre-Luc Granjon
Visto da Serena Varrucciu
Un bambino esce di casa di notte, approfittando del fatto che i genitori hanno ospiti per cena, per andare alla scoperta di un mostro che sembrerebbe nascondersi nel folto del bosco. Durante il suo viaggio notturno incontra un animaletto parlante che lo conduce nel luogo dove si può avvistare il mostro e assieme a lui scopre molte cose curiose riguardo questo luogo oscuro e meraviglioso. Recuperando una tecnica d’animazione inventata agli inizi del Novecento da Alexandre Alexeief e Claire Parker che utilizza lo schermo di spilli (pinscreen), un supporto che permette di animare utilizzando la luce, il regista intreccia perfettamente tecnica e trama: i due piccoli protagonisti emergono dalle ombre fluidamente, senza brusche transizioni, senza tagli netti. Nell’affrontare insieme questo viaggio il bambino e l’animale scoprono il mistero che avvolge il mostro e creano un legame. Tutto è armonico e privo di contrasti: l’amicizia che si crea tra i due personaggi, accomunati dal senso di solitudine, e lo stile in cui la storia viene realizzata. La tecnica ricorda quei disegni fatti con la polvere di matita nei quali le scale di grigi scolpiscono le figure tracciate con i polpastrelli, e quello che nasce dall’animare con queste forme morbide e questa atmosfera soffusa sono immagini che hanno la qualità del sogno e della fantasia, surreali, delicate e toccanti.
Majonezë – Giulia Grandinetti
Visto da Serena Varrucciu
Una ragazza con indosso un colbacco e uno scialle avanza in groppa a un asino stagliandosi contro un paesaggio innevato del quale è possibile, attraverso lo schermo, percepire la freddezza dell’aria. Ha delle pecore al seguito, le porta al pascolo. Una figura maschile da lontano avanza verso di lei, annunciata da un fischio. La ragazza, che scopriremo chiamarsi Elyria, accenna un sorriso. Questa singola inquadratura è capace di trasportarci in un’atmosfera che rimanda a certi film di altri tempi, e il bianco e nero scelto per le riprese enfatizza questa qualità. Qualche sequenza dopo e siamo catapultati in un clima diametralmente opposto: montaggio ritmato e riprese virtuose ci mostrano lo stesso ragazzo che fischiava, Goran, mentre cammina per strada diretto a casa di un amico. La regista si muove su questi stili differenti con grande fluidità per raccontarci una storia di ribellione femminile: Elyria sembra accettare rassegnata la volontà del padre che la vuole dare in sposa ad un uomo molto più grande, sicuramente per affari, nonostante lei abbia una relazione con Goran, e si chiude in un mutismo rabbioso che è solo la calma prima della tempesta: appena le si presenta l’occasione, Elyria agisce, fugge, e lo fa da sola. Non ha bisogno di essere salvata da qualcuno. E durante la breve parte di viaggio che ci è concesso vedere Elyria finalmente ride, piange, grida, sente, agisce, vive.
Stone of Destiny – Julie Černá
Visto da Anna Vullo
Un sasso sfida il suo destino di inanimata solidità. Il corto d’animazione Stone of Destiny è un inaspettato musical che, attraverso incontri simbolici, ci mostra fino a che punto possa arrivare la volontà di cambiare e di provare una delle infinite interpretazioni dell’amore.
Blue Heart – Samuel Suffren
Visto da Laura Savoini
Samuel Suffren spia da dietro la sua macchina da presa le vite di Marianne e Petion, coppia di Haiti che passa le loro giornate nell’attesa di ricevere notizie dal figlio, partito per gli Stati Uniti in cerca di fortuna. A fare da sottofondo alle loro giornate c’è il brusio caotico delle vite dei loro concittadini e il suono di un telefono, che a ogni squillo fa crescere e avverare timori e paure dei due anziani.
No Skate! – Guil Sela
Visto da Laura Savoini
Uno skateboard lanciato nella Senna è il motore che fa nascere l’amicizia tra Cléo e Isaac, due giovani ragazzi che lavorano come promotori per incoraggiare la gente a fare il bagno nel fiume parigino durante i giochi olimpici. La voce esuberante di Isaac trova il suo completamento nel silenzio ascoltatore di Cléo, che dopo essersi lasciata con uno skater, troverà in Isaac il perfetto antidoto al suo cuore spezzato. Tramite l’esuberanza di lui e la malinconia di lei, lo spettatore riscopre una Parigi che per quanto piegata dalle complicazioni delle Olimpiadi non smette di emanare vita. Parigi è cara, invasa da turisti e senza troppe attenzioni per i suoi cittadini, eppure i due ragazzi riescono a trovare il loro spazio, scoprendo, tra una lezione di karate e una cena a base di kebab, l’uno la storia dell’altro.






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