Chi ci segue da tempo sa che l’unico modo per contrastare lo spleen domenicale è andare a Parco Raggio a guardare un po’ di corti; e quindi, eccoci qui.
La serata come sempre inizia alle 21 (ma si cena dalle 20!) con i corti in concorso; a seguire doppio appuntamento: in serra alle 23 inaugura la mostra Oltre Il Fiume (parte del progetto La Memoria dell’Acqua, sostenuto da IREN – Comitato Territoriale di Piacenza) a cura di Urbe e Turbe in collaborazione con Artètipi e ActionSet. A seguire in serra il primo slot del focus Get to Work.
Daria’s Night Flowers (گلهای شب ِدریا) – Maryam Tafakory
Visto da Vanessa Mangiavacca
Maryam Tafakory è oggi una delle voci più interessanti e riconosciute del cinema sperimentale contemporaneo, in particolare tra quelle che fanno dell’archivio un territorio di riattivazione politica e femminista. Il suo ultimo cortometraggio si inscrive in una filmografia ormai riconoscibile che, a partire dalle immagini del cinema iraniano pre e post-rivoluzionario, torna sull’archivio per sottrarlo alle narrazioni che lo hanno fissato, aprirlo a ciò che è rimasto taciuto e restituire spazio alle storie rimaste ai margini.
L’archivio diventa così luogo di liberazione e disobbedienza, ma anche, più sotterraneamente, di vendetta: uno spazio in cui ciò che è stato represso può reclamare finalmente una voce. Daria’s Night Flowers poema silenzioso e ribelle, coreografato attraverso piccoli gesti, steli e boccioli, dedicato a tutte le “Daria” che hanno seguito il proprio desiderio in una società che teme l’indipendenza femminile e ne disciplina i corpi, il pensiero e gli desiderio, negando loro persino la possibilità di amare, o anche solo immaginare, altre donne. Nel film di Tafakory, ciò che è destinato a essere cancellato, sotterrato, bruciato o oscurato torna a fiorire, senza confini, fino alle acque del mare.
Acid City – Jack Wedge, Will Freudenheim
Visto da Francesca Marchesini
Documentario e animazione, fiction e critica sociale si mischiano nel cortometraggio di Jack Wedge e Will Freudenheim. Acid City è una città sperduta, circondata da un mare di acqua putrida, dove la popolazione vive isolata. Ad Acid City vive solo una legge: quella dell’acqua. Acqua pulita, soggiogata alle dinamiche criminali, acqua purificata e ripulita chimicamente, l’acqua che scende tossica dal cielo, inquinata ancora prima di toccare terra. Acid City potrebbe essere una qualunque città del mondo, il destino ormai scritto per la nostra Terra inquinata. Più che un cortometraggio, il “fantasma di un Natale futuro”.
Milan au Village des Automates (Milan in the automaton Village) – Victor Louise
Visto da Matilde Ambiveri
Milan si ritrova a convivere con il suicidio di Fred, un amico con cui non aveva più rapporti. Durante il lavoro estivo in un parco divertimenti incontra Valentine, una nuova dipendente. Tra passeggiate notturne, musica e conversazioni, i due finiscono per raccontarsi esperienze e ricordi personali. «Non è strano come un momento non puoi vivere senza qualcuno e poi di colpo smetti di vederlo?». Il corto di Maxime Roy e Camille Léon-Fucien segue così due persone che, tra le attrazioni del parco e le luci della città, sembrano trovare una momentanea compagnia alla propria solitudine.
Allá en el Cielo (Nobody Knows the World) by Roddy Dextre
Visto da Anna Vullo
Nella periferia di Lima l’undicenne Chito si occupa dei piccioni viaggiatori, strumenti per lo spaccio di droga di suo fratello maggiore Rockio. L’infanzia di Chito sarà presto portata a una drammatica fine, quando la violenza di quell’area toglie la vita a suo fratello. Mentre la comunità si stringe insieme con il rito e la musica, Chito cercherà un modo per andare avanti attraverso un un gesto di umanità.
Mother and Ulysses – Mushi Cai
Visto da Francesca Marchesini
Il cinema come mezzo di unione e riconciliazione, come tramite tra generazioni. Mushi Cai dirige un cortometraggio sul distacco dalla famiglia, ma anche sul ricongiungimento con i propri cari. È un film sulla crescita, su l’allontanamento da casa, su una madre che non sa come gestire lo scontro, e su come il cinema riesca a convergere e tradurre tutto questo sullo schermo, su come anche solo un film possa essere il ponte che ricongiunge due anime lontane nello spazio e nello spirito. Un ritorno a Itaca in 35 millimetri.
The Dying of the Young Deer (Zza szyby podgladam jak umiera sarna, mloda) – Angelika Cygal
Visto da Anna Vullo
Helka lascia la casa di famiglia e cammina per la campagna polacca con il piumone del suo letto, che sua madre tiene tanto porti con sé. Deve raggiungere il suo futuro marito dall’altra parte del paese. Angelika Cygal intreccia in maniera poetica e sensibile immagini di un paesaggio rurale con una storia universale di folklore, tradizione e crescita.
Le Bain des Sirènes (Sisters’ Swim) – Lola Degove
Visto da Vanessa Mangiavacca
Attraverso tagli cromatici netti e precisi, accesi e vibranti, immersi in un’estetica volutamente digitale, imperfetta e pulsante, la regista Lola Degove racconta la storia di due sorelle diversissime tra loro che, come ogni anno, si ritrovano nella cittadina di Ostenda per il tradizionale bagno di Capodanno. Un rituale che diventa l’occasione per accorciare le distanze e tentare di ricucire un legame incrinato dalla scomparsa della madre. Come spesso accade nel cortometraggio d’animazione, è proprio l’animazione – medium per sua natura disegnato e artificiale – a trasformarsi nello strumento più empatico per avvicinarsi al reale, spogliando le emozioni di ogni sovrastruttura e facendo esplodere, nella loro autenticità, sentimenti complessi da ritrarre: l’amore, il dolore, la perdita, l’affetto, la semplicità di uno sguardo.
Presentato a Cannes e in anteprima italiana a Concorto, Le Bain des sirènes arriva così dritto allo stomaco, anche grazie a dialoghi che cercano nel suono e nelle vibrazioni della voce qualcosa di estremamente vero. Le parole, le esitazioni, i silenzi e ciò che resta sospeso tra una frase e l’altra restituiscono tutta la fragilità di un rapporto che prova a ritrovarsi: ne emerge il ritratto divertente e toccante di due sorelle che, tra risate, attriti e ferite mai del tutto rimarginate, cercano un modo per tornare l’una verso l’altra.






Commenti recenti